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La storia del riconoscimento della razza Peterbald nella Federazione Felina FIFe
La storia di un riconoscimento iniziato e terminato con l’Italia, ma che ha coinvolto tutto il mondo!



La FIFe (Federazione Internazionale Felina) é l’associazione felina internazionale più antica, e la più importante in Europa. Oggi raccoglie club di 37 paesi in tutto il mondo.
Di Essa fa parte l’ANFI (Associazione Nazionale Felina Italiana), che é l’unica associazione italiana legalmente autorizzata alla gestione del libro genealogico dei gatti di razza.

Nonostante la razza Peterbald fosse già pienamente riconosciuta dalle altre associazioni e federazioni internazionali feline, il riconoscimento della razza all’interno di una federazione importante come la FIFe era dunque un obiettivo estremamente importante per gli allevatori e gli amanti di questa meravigliosa razza.
Senza tale riconoscimento, i Peterbald sarebbero stati destinati a rimanere una razza molto marginale e poco diffusa (almeno in Europa), e la loro selezione sarebbe stata molto meno curata e supportata per il futuro.

E’ per questo che, quando nell’Ottobre 2010 il giudice polacco Albert Kurkowski informò l’allevatrice italiana Eva Petralia che nessun club membro della FIFe stava presentando per il 2011 la richiesta per il riconoscimento definitivo dei Peterbald, e che il 2011 era l’ultima occasione per presentare tale richiesta prima che la razza venisse esclusa per sempre dalla FIFe, Eva Petralia decise che avrebbe fatto di tutto perchè ciò non succedesse.
Lei era innamoratissima di questa particolarissima e meravigliosa razza, e non voleva assolutamente che il mondo fosse privato delle massime possibilità di conoscerla e vederla diffondersi.

La richiesta di riconoscimento in FIFe era iniziata nel 2006, all’assemblea generale FIFe a Roma. Per ironia della sorte, l’Italia è stata dunque coinvolta dall’inizio alla fine della storia di questo riconoscimento! A quell’assemblea le allevatrici russe Anya Chistyakova e Natalia Zemskova avevano portato i loro gatti Peterbald per la presentazione ufficiale, ed era stato dato avvio alla richiesta di riconoscimento preliminare.
La domanda era stata presentata assieme a quella del riconoscimento della razza Don Sphynx, il gatto nudo russo progenitore del Peterbald. Il Peterbald è infatti il frutto dell’incrocio tra il Don Sphynx e i gatti di tipo siamese/orientale.

Dopo la richiesta di riconoscimento preliminare, sono previsti 5 anni di tempo per chiedere e ottenere il riconoscimento definitivo, altrimenti la razza viene definitivamente esclusa dalla FIFe (senza più possibilità di chiedere un nuovo riconoscimento preliminare).

Il Don Sphynx aveva già ottenuto il riconoscimento definitivo.
Invece la richiesta per il riconoscimento definitivo dei Peterbald era stata presentata due volte, e rifiutata entrambe le volte.

A ottobre 2010, non appena informata dal giudice Kurkowski, Eva Petralia ha dunque presentato immediatamente la sua richiesta all’ANFI affinché quest’ultima accettasse di farsi promotrice, all’Assemblea Generale FIFe 2011, della richiesta di riconoscimento definitivo della razza Peterbald.
L’ANFI ha accettato. E per questo merita un encomio, dal momento che altri club non erano molto propensi a presentare la richiesta, a seguito delle due volte precedenti in cui era stata respinta.
Merita un encomio anche perchè la richiesta proveniva da una sola allevatrice, e comunque in ANFI c’erano solo 3 allevatori di Peterbald registrati.
L’ANFI ha deciso di farsi portavoce delle loro richieste, dimostrando di dare importanza alle necessità dei suoi soci, anche quando minoritarie.

L’ANFI, al momento dell’accettazione della richiesta di Eva Petralia, ha informato quest’ultima che la condizione era che fosse costei in prima persona a procurare tutta la documentazione occorrente.

E’ a questo punto che è entrato in scena l’importantissimo aiuto dell’allora Segretario Generale FIFe Eric Rejers. Lui (per sua inclinazione contrario ai motivi principalmente “politici” del rifiuto di alcune razze) ha spiegato ad Eva Petralia quale era tutta la documentazione occorrente, e ha fornito tutta una serie di fondamentali documenti ufficiali di supporto (compresa la documentazione ufficiale attestante i motivi dei precedenti rifiuti).
Il suo aiuto è stato davvero il più fondamentale in tutta la storia di questo riconoscimento.
Solo sapendo tutto ciò che serviva, si poteva a quel punto fare in modo di procurarlo.

Occorreva procurare i pedigree di 50 Peterbald registrati in almeno 3 diversi paesi; occorreva procurare una lista del maggior numero possibile di Peterbald che avessero ottenuto titoli espositivi; occorreva scrivere una domanda di riconoscimento che stavolta fosse precisa ed estremamente convincente.
E, soprattutto, occorreva presentare una documentazione sanitaria che dimostrasse una volta per tutte che i vari problemi di salute ipotizzati da 2 dei 3 membri della Health & Welfare Commission, nonchè da varie personalità abbastanza influenti all’interno della FIFe, in realtà non sussistevano.

Il rischio principale era infatti non solo che la razza Peterbald venisse per sempre eliminata dalla FIFe, ma che oltretutto fosse eliminata adducendo come motivazione ufficiale quella di una serie di problemi di salute.
Questo non era basato su alcuna documentazione valida. Si trattava di una serie di illazioni (che spaziavano dalla supposta delicatezza cutanea dei Peterbald, a supposti problemi derivanti dalla supposta completa assenza di vibrisse, alla supposta sterilità dei maschi nudi) che erano in massima parte assolutamente false, e in minima parte (es. qualche fattrice con poco latte) collegabili a solo sporadici casi all’interno di certe linee “deboli”, che ovviamente gli allevatori avevano tutta la cura e l’interesse di escludere dalla selezione.
Per il resto gli allevatori si trovavano in casa mici perfettamente sani forti e fertili, e non accettavano proprio che la loro razza dovesse essere esclusa con quelle false motivazioni, che avrebbero per di più rovinato ufficialmente e ingiustamente la reputazione della razza.

Soprattutto, era assurdo che il progenitore Don Sphynx, che era proprio il gatto che aveva fornito al Peterbald il gene della nudità, fosse stato accettato in FIFe, e il Peterbald no. Quegli eventuali problemi di salute di alcuni soggetti in certe linee deboli erano condivisi anche dalle linee deboli del Don Sphynx (anzi: derivavano, nel Peterbald, proprio da quelle linee deboli del Don Sphynx).

La verità é che molti degli allevatori dei gatti di tipo siamese/orientale non vedevano di buon occhio un gatto nudo all’interno della propria categoria – un po’ proprio per questione estetica (a loro non piacevano i gatti nudi), e un po’ (maggiormente…) per una questione di mercato (i gatti di tipo siamese/orientale sono gatti con un carattere e una fisionomia molto particolare. Non hanno moltissimo mercato, ma chi li cerca é innamoratissimo di quel carattere e di quella fisionomia. I gatti nudi rinomatamente sono più ricercati – e costano anche di più. Un gatto nudo di tipo siamese/orientale rischiava di rubare a mani basse il già non vastissimo mercato degli appassionati dei gatti di tipo siamese/orientale).

In questa fase é  stato molto importante il contributo di Pierluigi Belli, allevatore di gatti di tipo siamese/orientale e appassionato alla razza Peterbald, che ha deciso di supportare tutto il progetto, anche tramite il club BOSS&Co (un club dei gatti di tipo siamese/orientale) di cui era segretario, infondendo sempre fiducia e incitando il proseguimento del progetto, anche quando sembrava che le possibilità fossero basse, e i tempi erano ristrettissimi.
Con le sue conoscenze all’interno dell’ANFI, Pierluigi Belli ha contribuito molto a far sì che l’ANFI decidesse di fare del proprio meglio per presentare un’ottima proposta di riconoscimento definitivo.

Una volta a conoscenza di tutto ció che occorreva, l’ANFI ha infatti svolto davvero un ottimo lavoro nel redigere la proposta, accettando anche di aggiungere alcuni suggerimenti degli allevatori, forniti da Eva Petralia, nel testo della proposta. Un grosso ringraziamento va all’allora Vice-Presidente Elena Bongi e Presidente Gianfranco Mantovani. 

Un ringraziamento importante va anche alla giudice slovena Thea Friskovec, per l’aiuto nella scrittura della proposta, e anche per tutto il lobbying svolto, anche insieme alla giudice polacca Anna Wilczek, per raccogliere voti favorevoli alla proposta.

A quel punto é iniziato il lavoro di raccolta della documentazione sanitaria. Eva Petralia ha creato un questionario per allevatori e uno per veterinari, e ha iniziato a contattare tutti gli allevatori di Peterbald tramite gruppi di discussione, facebook, e contatti email raccolti dai singoli siti internet.
C’é stato parecchio da spiegare, da spronare, da convincere, da tradurre, da correggere.
In 2 mesi di lavoro full-time, é riuscita a raccogliere (e tradurre in inglese) la seguente documentazione:

48 questionari allevatore
33 report veterinari
28 test laboratoristici
1 STUDIO GENETICO sul Peterbald

il tutto proveniente da ben 20 paesi del mondo:  Argentina, Australia, Cina, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Kazakhstan, Norvegia, Olanda, Polonia, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Sud Africa, USA.

E’ stato incredibile vedere come così tanti allevatori abbiano deciso di aiutare e collaborare, dagli USA all’Autralia, dall’Argentina alla Cina, dal Sud Africa al Kazakhstan, e da tantissimi paesi Europei! Anche allevatori normalmente in concorrenza o comunque in rapporti non idilliaci si sono trovati a collaborare e lavorare insieme.
Tutti riuniti dalla stessa causa.
Questa cooperazione a livello mondiale é stata un evento unico nella storia dell’allevamento felino. E tutti quelli che hanno potuto viverla in prima persona l’hanno descritta come un’esperienza davvero toccante ed emozionante.
Si trattava di proteggere la diffusione della razza, e di tutelarla da illazioni sulla salute che, se fossero state ufficializzate come motivazione di un rifiuto, avrebbero ingiustamente danneggiato la reputazione della razza per sempre.
Tante persone hanno investito molto del loro tempo, impegnandosi ad andare dal proprio veterinario, a scrivere in inglese, a fare conteggi e reperire documentazione, senza ottenere un concreto e immediato beneficio, dato che vivono in paesi dove la FIFe non esiste e probabilmente non esisterà mai. Ma hanno capito l’importanza della causa, e delle fondamentali conseguenze che avrebbe avuto sulla diffusione e sulla protezione della razza Peterbald su larga scala.

Senza l’aiuto di tutti questi allevatori, il riconoscimento dei Peterbald nella FIFe non sarebbe mai avvenuto.

Un ringraziamento speciale va alla dott.ssa Natalia Korobova, che ha fornito uno studio genetico universitario sulla razza Peterbald, che é stato uno dei più importanti documenti raccolti.

Molto importante è stato anche l’aiuto dell’allevatrice polacca Karolina Kowalik, che ha dato molto supporto, e ha trasferito tutta la documentazione raccolta su un sito creato appositamente per l’occasione.

Importantissimo anche l’aiuto dell’allevatrice russa residente in Italia Galya Petrukhina, che ha svolto il vasto e cruciale lavoro di traduzione dei questionari provenienti dalla Russia.

E’ infine importante ringraziare tutti i Delegati FIFe che hanno votato in favore. La cosa più incredibile é stata che la proposta é passata per UN solo voto!
I preconcetti sono sempre duri a morire.
Ma, grazie ai Delegati che hanno votato in favore, la FIFe ha dimostrato di essere un’associazione seria e open-minded, un’associazione che dà realmente importanza alla salute dei gatti: nonostante la richiesta di riconoscimento fosse stata già respinta due volte, la terza volta l’opinione della FIFe é cambiata sulla base di una valida ed estensiva documentazione concernente proprio la salute della razza.
E per il valore di questa documentazione, e del tempo e del lavoro necessari per idearla e raccoglierla, il ringraziamento va ad Eva Petralia, che é riuscita ad iniziare da sola, e concludere circondata invece da numerosi supporters, un progetto così ampio e importante.

E’ così che, all’Assemblea Generale del Maggio 2011, il Peterbald é stato ufficialmente e definitivamente riconosciuto all’interno della FIFe.
La storia di un riconoscimento iniziato e terminato con l’Italia, ma che ha coinvolto tutto il mondo!

La storia del riconoscimento la razza Peterbald nella FIFe
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born:17/12/2016